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21 aprile 2026

FATE AGLI ALTRI QUELLO CHE VORRESTE FOSSE FATTO A VOI

 


Cari lettori, eccoci alla nostra riflessione settimanale. Guardando a ciò che sta accadendo nel mondo, mi chiedo se la frase "fate agli altri quello che vorreste fosse fatto a voi" trovi ancora posto nel cuore degli uomini, specialmente in quelli che guidano le nazioni.

Pensate ai genitori in Libano, a Gaza o in ogni altro luogo dove la guerra è ormai di casa: chi mai vorrebbe che il proprio figlio fosse ucciso da una bomba? Se mi chiedo cosa desidero io dagli altri, la risposta è semplice: non la guerra, ma il rispetto.

Nella Lettera di Paolo ai Filippesi leggiamo: «Ciascuno non cerchi l’interesse proprio, ma anche quello degli altri» (Fil. 2,4). È una frase breve, ma racchiude l’essenza del comportamento umano. Chiediamoci onestamente: nelle nostre azioni quotidiane, cerchiamo il bene comune o solo il nostro tornaconto? Mettere l'interesse dell'altro al primo posto significa essere attenti ai suoi bisogni.

Troppo spesso, invece, prevalgono la carriera, i soldi o il riconoscimento sociale. Siamo diventati maestri nel camuffare l’interesse personale, facendolo passare per un bene collettivo. È un'esperienza dolorosa accorgersi di essere stati usati da chi agisce con questo cinismo; sono ferite che toccano il profondo e che ci obbligano a fare delle scelte drastiche su chi frequentare.

In questo mondo esiste chi agisce per donarsi e chi agisce solo per se stesso. Noi da che parte vogliamo stare?

Alla prossima, cari lettori.

14 aprile 2026

La radice dei nostri bisogni: perché scegliamo il bene o il male?

 




File audio clicca sul link 


https://drive.google.com/file/d/1C8uY4r4hqD6yVuGvUnsLTRiCVXqtcw56/view?usp=drivesdk


Cari lettori, oggi voglio parlarvi del bisogno. Il bisogno è una forza che portiamo dentro e che, costantemente, ci orienta verso determinate scelte. Se ci pensiamo, la nostra giornata è costellata di necessità: fame, sete, il desiderio di rilassarsi, di scrivere, di dormire... potrei andare avanti all’infinito.

Ma voglio porvi una domanda: i bisogni sono tutti buoni? Oppure esistono bisogni "negativi"?

Pensiamo a esempi estremi: il bisogno di uccidere, o quello di imbrattare un muro con scarabocchi che nulla hanno a che fare con l'arte. Esistono impulsi che si discostano dalla normalità. Perché alcune persone provano bisogni che generano solo male? Potremmo persino includere la guerra tra questi. È un bisogno? Purtroppo sì, lo è per qualcuno.

Da dove nascono questi bisogni?

Le radici possono essere molteplici: educative, sociali, culturali. Perché nella società convivono persone spinte dal desiderio di aiutare il prossimo e altre che mirano solo alla distruzione dell'altro?

Trovare una risposta non è semplice, ma vorrei offrirvi uno spunto di riflessione partendo dalle basi. Cosa vi hanno insegnato i vostri genitori quando eravate piccoli? Se sono stati modelli positivi, vi avranno trasmesso i loro bisogni: essere onesti, aiutare gli altri, rispettare la comunità.

L'esempio comincia da casa

Il primo esempio si riceve tra le mura domestiche. Spesso sento genitori difendere i figli a oltranza: "Mio figlio non è come dicono". A quei genitori vorrei dire: ponetevi una domanda, che tipo di esempio siete stati per lui? Non dobbiamo mai scaricare la responsabilità sugli altri.

Nella società odierna, tutti noi — dalla famiglia alla scuola, dai gruppi di aggregazione ai contesti sociali — abbiamo il dovere di essere un esempio per i più giovani. Dobbiamo dimostrare che l’altro va rispettato, non calpestato, deriso o ucciso.

Se ognuno di noi si prende cura della piccola piantina che sta crescendo, essa diventerà un grande albero dove molti potranno trovare ristoro.

Conclusione

Il bisogno sano nasce da un’educazione fondata su principi puliti, non sulla minaccia o sulla prevaricazione. Ogni volta che un uomo uccide un altro uomo, assistiamo al fallimento dell’umanità. Non siamo stati creati per distruggere, ma per prenderci cura l'uno dell'altro.

Alla prossima, Marco

Oltre lo schermo: Riflessioni sul dolore, la guerra e il grido di Gerusalemme

  Cari lettori, oggi sono stato al cinema per vedere un documentario — intitolato Naza — che scava nel cuore oscuro dei meccanismi con cui ...