Cari lettori, eccoci alla nostra riflessione settimanale. Guardando a ciò che sta accadendo nel mondo, mi chiedo se la frase "fate agli altri quello che vorreste fosse fatto a voi" trovi ancora posto nel cuore degli uomini, specialmente in quelli che guidano le nazioni.
Pensate ai genitori in Libano, a Gaza o in ogni altro luogo dove la guerra è ormai di casa: chi mai vorrebbe che il proprio figlio fosse ucciso da una bomba? Se mi chiedo cosa desidero io dagli altri, la risposta è semplice: non la guerra, ma il rispetto.
Nella Lettera di Paolo ai Filippesi leggiamo: «Ciascuno non cerchi l’interesse proprio, ma anche quello degli altri» (Fil. 2,4). È una frase breve, ma racchiude l’essenza del comportamento umano. Chiediamoci onestamente: nelle nostre azioni quotidiane, cerchiamo il bene comune o solo il nostro tornaconto? Mettere l'interesse dell'altro al primo posto significa essere attenti ai suoi bisogni.
Troppo spesso, invece, prevalgono la carriera, i soldi o il riconoscimento sociale. Siamo diventati maestri nel camuffare l’interesse personale, facendolo passare per un bene collettivo. È un'esperienza dolorosa accorgersi di essere stati usati da chi agisce con questo cinismo; sono ferite che toccano il profondo e che ci obbligano a fare delle scelte drastiche su chi frequentare.
In questo mondo esiste chi agisce per donarsi e chi agisce solo per se stesso. Noi da che parte vogliamo stare?
Alla prossima, cari lettori.

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