Cari lettori,
alla mia veneranda età si potrebbe pensare che io abbia ormai capito come gira il mondo e che non debba più pormi determinate domande. A questo punto della vita si dovrebbe agire, forti dell'esperienza, eppure di recente mi sono trovato a riflettere profondamente davanti ad alcuni comportamenti che mi hanno spiazzato. Mi sono guardato dentro e mi sono chiesto, con una punta di amarezza: che cos'è davvero l'amicizia?
Già Socrate, camminando per le strade di Atene, diceva di non sapere come si acquistasse un amico, ma ammetteva che possedere un amico sincero valesse più di qualsiasi tesoro del re di Persia. Eppure, questo sentimento così prezioso, esattamente come l'amore, non può e non deve essere vissuto a senso unico. È un legame che richiede una strada a doppio senso, fatta di ascolto e di scambio reciproco. Quando questo equilibrio si spezza e ti rendi conto di essere l'unico a investire tempo, energie e cuore, mentre dall'altra parte c'è chi si limita a ricevere comodamente, il dubbio diventa inevitabile.
Troppo spesso mi sono trovato nella scomoda posizione di essere quello che fa sempre il primo passo. Dall'altra parte, il silenzio; o meglio, venivo cercato solo nel momento del bisogno, che fosse per un aiuto pratico o per trovare una spalla su cui sfogarsi. Questo è puro opportunismo. Platone, nel suo Liside, scriveva che "chi ama, non è amico di chi non lo riama". Il filosofo ci ricordava che l'amicizia non può essere utilitaristica: non si può chiamare "amico" chi ti usa come un mezzo per raggiungere i propri scopi o per colmare i propri vuoti. L'amicizia è un bene in sé, non uno strumento di convenienza.
Quando gli anni passano e il bagaglio delle esperienze si fa pesante, si impara anche a guardare la realtà senza filtri. Si capisce che il tempo rimasto è troppo prezioso per essere sprecato con chi ci considera solo una comoda opzione. Arriva un momento in cui dire "basta" non è un atto di rabbia, ma di dignità. Bisogna avere il coraggio profondo di fare una scelta drastica: continuare a farsi ferire da dinamiche a senso unico o voltare definitivamente pagina per iniziare a scrivere un capitolo nuovo. Un capitolo in cui fare spazio solo a chi dimostra, con i fatti, di sapere cosa significhi "esserci".
Che ne dite, cari amici? Vi è mai capitato di sentirvi così in un'amicizia? Vi siete mai accorti che l'altro cercava solo l'utilità e non il vostro bene?
Vi auguro una buona lettura e, se vi va, lasciate un commento qui sotto per condividere la vostra storia.
Alla prossima!