Visualizzazione post con etichetta #coraggio. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta #coraggio. Mostra tutti i post

09 luglio 2026

QUANDO L'AMICIZIA DIVENTA SENSO UNICO: CORAGGIO DI VOLTARE PAGINA


Cari lettori,

alla mia veneranda età si potrebbe pensare che io abbia ormai capito come gira il mondo e che non debba più pormi determinate domande. A questo punto della vita si dovrebbe agire, forti dell'esperienza, eppure di recente mi sono trovato a riflettere profondamente davanti ad alcuni comportamenti che mi hanno spiazzato. Mi sono guardato dentro e mi sono chiesto, con una punta di amarezza: che cos'è davvero l'amicizia?

Già Socrate, camminando per le strade di Atene, diceva di non sapere come si acquistasse un amico, ma ammetteva che possedere un amico sincero valesse più di qualsiasi tesoro del re di Persia. Eppure, questo sentimento così prezioso, esattamente come l'amore, non può e non deve essere vissuto a senso unico. È un legame che richiede una strada a doppio senso, fatta di ascolto e di scambio reciproco. Quando questo equilibrio si spezza e ti rendi conto di essere l'unico a investire tempo, energie e cuore, mentre dall'altra parte c'è chi si limita a ricevere comodamente, il dubbio diventa inevitabile.

Troppo spesso mi sono trovato nella scomoda posizione di essere quello che fa sempre il primo passo. Dall'altra parte, il silenzio; o meglio, venivo cercato solo nel momento del bisogno, che fosse per un aiuto pratico o per trovare una spalla su cui sfogarsi. Questo è puro opportunismo. Platone, nel suo Liside, scriveva che "chi ama, non è amico di chi non lo riama". Il filosofo ci ricordava che l'amicizia non può essere utilitaristica: non si può chiamare "amico" chi ti usa come un mezzo per raggiungere i propri scopi o per colmare i propri vuoti. L'amicizia è un bene in sé, non uno strumento di convenienza.

Quando gli anni passano e il bagaglio delle esperienze si fa pesante, si impara anche a guardare la realtà senza filtri. Si capisce che il tempo rimasto è troppo prezioso per essere sprecato con chi ci considera solo una comoda opzione. Arriva un momento in cui dire "basta" non è un atto di rabbia, ma di dignità. Bisogna avere il coraggio profondo di fare una scelta drastica: continuare a farsi ferire da dinamiche a senso unico o voltare definitivamente pagina per iniziare a scrivere un capitolo nuovo. Un capitolo in cui fare spazio solo a chi dimostra, con i fatti, di sapere cosa significhi "esserci".

Che ne dite, cari amici? Vi è mai capitato di sentirvi così in un'amicizia? Vi siete mai accorti che l'altro cercava solo l'utilità e non il vostro bene?

Vi auguro una buona lettura e, se vi va, lasciate un commento qui sotto per condividere la vostra storia.

Alla prossima!

21 maggio 2026

UN ABBRACCIO DI RINASCITA









Cari lettori,
oggi vorrei raccontarvi una storia che va oltre la semplice cronaca, una storia che ci parla di Davide Simone Cavallo. Il 12 ottobre del 2025 fu vittima di un grave pestaggio da parte di 5 ragazzi che volevano rubargli 50 euro. L'aggressione, culminata con un accoltellamento, gli ha procurato lesioni permanenti.
Uno dei suoi aggressori, Alessandro Chiani, è stato condannato con rito abbreviato a 20 anni di carcere. Ma il momento che voglio sottolineare è avvenuto in aula. Prima della camera di consiglio, Davide si è avvicinato ai suoi due imputati e ha chiesto al giudice di potersi avvicinare per abbracciarli. I tre hanno parlato a lungo, e anche se non sappiamo cosa si siano detti, voglio fermarmi su quel gesto: Davide li ha abbracciati e ha parlato con loro prima ancora che la condanna venisse emessa. Ragazzi della sua stessa età, o più piccoli.
Devo ammettere che questo gesto mi ha profondamente colpito. Dopo essere stato ferito e aver subito un male così grave per soli 50 euro, tu vai e li abbracci. Vorrei che questo esempio arrivasse a tanti leader politici che oggi pensano di risolvere i problemi con la guerra e la violenza, uccidendo migliaia di persone. Davide ha messo da parte il rancore e la rabbia, facendo capire a quei due ragazzi che la vita non è odio e violenza, ma avere il coraggio di ripartire.
Grazie Davide, per la tua meravigliosa testimonianza di rinascita. I giornali spesso non riportano la verità, o come si suol dire, "fa più rumore un albero che cade che uno che cresce". Ma con quel gesto hai seminato nel cuore di quei ragazzi l'idea che la vita può cambiare e che dipende da noi. Spero che tanti ragazzi seguano il tuo esempio, compiendo gesti d'amore per cambiare questo mondo marcio di odio.
Alla prossima Marco. 

Oltre lo schermo: Riflessioni sul dolore, la guerra e il grido di Gerusalemme

  Cari lettori, oggi sono stato al cinema per vedere un documentario — intitolato Naza — che scava nel cuore oscuro dei meccanismi con cui ...