Cari lettori, quante volte sentiamo fatti di cronaca che ci fanno rabbrividire. Vivendo a Torino, quando ho ascoltato la notizia di quella persona uccisa e fatta a pezzi, mi sono fatto una domanda profonda: come può un essere umano arrivare a questa brutalità? Come è possibile ridursi in questo modo? E il pensiero fa ancora più male sapendo che in vicende così estreme ci sono a volte coinvolte figure che dovrebbero educare, come un'insegnante.
"Il male che c'è nel mondo viene quasi sempre dall'ignoranza, e ogni intenzione di fare del male può causare tanta cieca sventura quanto la malvagità se non è illuminata." Albert Camus
Io penso che quando perdiamo di vista ciò che ci ha creato e per cui esistiamo, diventiamo esseri incapaci di renderci conto della gravità e della brutalità dei nostri gesti. Noi siamo stati creati per amare, non per uccidere.
Conosco bene la realtà del carcere, avendola frequentata come volontario per ben 24 anni. Ho ascoltato molte storie umane segnate dal dolore, tanto da conoscere una persona in detenzione con 130 omicidi sulla coscienza. Ma mi chiedo sempre: come puoi andare a dormire tranquillo quando sai che hai tolto la vita a un'altra persona?
"Non si uccide un essere umano. La vita è un dono sacro, e nessuno ha il diritto di violarla." Madre Teresa di Calcutta
Gesù nel Vangelo ci lascia un comandamento chiaro: "Amatevi gli uni e gli altri come io ho amato voi". Non ha mai detto di togliere la vita al proprio prossimo.
Perché si arriva a questi estremi?
Perché si perde il principio per cui siamo nati. Spesso si fa ricorso a droghe e dipendenze che spengono la lucidità della mente, portando l'essere umano a compiere atti contrari alla propria natura profonda. Questa stessa logica di distruzione la vediamo ogni giorno su scala globale: bambini, donne, uomini e anziani che muoiono a causa delle guerre. Persone innocenti, che non centrano nulla, ma che perdono la vita per decisioni ciniche prese da altri.
"La guerra è la sola cosa che rende la vita generale così insensata, così disperatamente vuota." Erich Maria Remarque
Il potere delle nostre scelte quotidiane
Nella vita incontriamo ogni giorno due tipi di umanità: uomini e donne che donano la propria vita per amore degli altri, e altri che la tolgono. Qui si radica il bivio fondamentale delle scelte che compiamo ogni giorno.
Le mie scelte generano amore o sofferenza?
Le mie scelte portano pace o odio?
La nostra vita è fonte di felicità o di tristezza per chi ci sta accanto?
Il mondo non cambia solo dall'alto, ma cambia attraverso la responsabilità dei nostri piccoli passi quotidiani. Interroghiamoci su questo, per riscoprire il valore autentico del nostro esistere.
IO CI SARO'