Cari lettori,
oggi voglio parlarvi di un tema che prima o poi tocca ognuno di noi: la delusione.
Quante volte vi è capitato di rimanere delusi da persone a cui volevate bene, convinti che il sentimento fosse riciproco, per poi vederle sparire nel nulla proprio nel momento del bisogno? Io, purtroppo, questa esperienza l’ho vissuta tante volte.
Nella mia vita ho sempre cercato di aiutare gli altri. I miei genitori mi hanno insegnato l'importanza di farmi prossimo, di esserci per chi soffre o si trova in difficoltà. Per molti anni la mia strada mi ha portato a essere un dono per il prossimo; eppure, quando le mie scelte mi hanno condotto su un percorso diverso e sono stato io a trovarmi nel bisogno, molti sono spariti. Nel nulla. Come se non fossi mai esistito.
Fortunatamente non tutto va perduto: le persone vere, quelle che mi vogliono bene ancora oggi, sono rimaste al mio fianco.
Una selezione naturale
Ho capito che la delusione non è una sconfitta, ma un grande insegnamento. Ci insegna a fare selezione, a scegliere con cura chi vogliamo che faccia davvero parte del nostro cammino. Tutto il resto può prendere un treno… senza biglietto di ritorno.
Certamente fa male al cuore. Fa male perché non ti aspetti che certe persone, da un giorno all'altro, voltino pagina dimenticandosi di chi sei e di cosa hai fatto per loro. Io non auguro a nessuno il male che ho ricevuto, ma spero sinceramente che queste persone possano incontrare qualcuno che, nel momento del bisogno, volti loro le spalle. Non per vendetta, ma perché solo attraverso l'esperienza personale si può comprendere davvero la portata del dolore che si è causato agli altri.
Un'esperienza universale
Persino Gesù fu deluso dai suoi stessi discepoli, che nel momento più buio gli voltarono le spalle e scapparono per paura.
Durante il nostro cammino su questa terra dobbiamo mettere in conto che, prima o poi, verremo delusi. Ma è proprio da lì che impariamo la lezione più importante: non bisogna aprire la porta del nostro cuore a chiunque.
Alla prossima. Grazie di cuore per avermi letto.