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09 luglio 2026

LA SPESA MILITARE E LE VERE PRIORITA' DELL'ITALIA: LETTERA APERTA ALL PREMIER MELONI

 

Cari lettori,

voglio iniziare questa mia riflessione citando uno dei pilastri fondamentali della nostra Costituzione, l’Articolo 11:

«L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.»

Parole limpide, scritte da chi ha visto le macerie del nostro Paese. Eppure, oggi sento il bisogno di rivolgermi direttamente a Lei, Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, e a tutti gli alleati che sostengono la sua maggioranza.

Se l'Italia ripudia fermamente la guerra, mi spiega, Presidente, perché stiamo assistendo a una continua e vertiginosa accelerazione della spesa militare, accettando persino i nuovi e sconsiderati obiettivi internazionali che vorrebbero spingere i fondi per difesa e sicurezza verso l'astronomica quota del 5% del PIL nei prossimi anni?

Mi scusi, ma Lei decide a nome di tutto il popolo italiano senza aver mai chiesto ai cittadini cosa ne pensino davvero di questa corsa al riarmo. So perfettamente che molto probabilmente non leggerà mai queste mie righe, ma se dovesse chiedere a me cosa ne penso, Le direi che quelle enormi risorse andrebbero investite altrove. Quel denaro va investito nella sanità pubblica, che sta crollando, nella scuola, e in tutto ciò di cui l'Italia ha disperatamente bisogno per fiorire.

Perché buttare via miliardi di euro in armamenti che semineranno soltanto morte e dolore, alimentando i conflitti con armi che partono anche dal nostro territorio? Come diceva un uomo che ha vissuto sul campo gli orrori dei conflitti, il fondatore di Emergency Gino Strada:

«La guerra è una scelta, non un destino. E le armi non servono a difendere la pace, servono solo a fare la guerra.»

Non ci sono bastate due guerre mondiali sul nostro suolo per farci capire che i conflitti portano solo sofferenza e distruzione per i civili? Anche Papa Francesco ha più volte ribadito questo concetto con parole che dovrebbero far riflettere:

«La vera risposta non sono altre armi, altre sanzioni, altre alleanze politico-militari, ma un'impostazione diversa, un modo diverso di governare il mondo ormai globalizzato, non facendo vedere i denti.»

Le chiedo, Presidente – dato che Lei rimarca spesso l'importanza dei suoi valori cristiani – di farsi un profondo esame di coscienza. Dimostri la coerenza di questi valori facendo una scelta coraggiosa per la pace e non per la guerra. La vera forza di una nazione non si misura dal numero dei suoi carri armati, ma dal benessere e dalla cura dei suoi cittadini. Vorrei ricordarle le parole di un indimenticato Presidente della Repubblica, Sandro Pertini:

«Si svuotino gli arsenali di guerra, sorgenti di morte, e si colmino i granai, sorgenti di vita per milioni di creature che lottano contro la fame.»

Grazie, cari lettori, per avermi letto fin qui.

Cosa ne pensate di questa gestione delle spese pubbliche? Siete d'accordo sul fatto che l'Italia dovrebbe investire di più nei servizi sociali invece che negli armamenti? Lasciate un commento qui sotto per raccontarmi la vostra opinione.

Alla prossima!

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