22 luglio 2026

VIVERE CON CHI HA SEMPRE DA RIDIRE: LA TRAPPOLA DELLA POLEMICA CONTINUA


Cari lettori, oggi vorrei parlarvi di quelle persone che riescono a fare polemica su tutto. Vi è mai capitato di incontrarle? Io ci convivo tutti i giorni.

Ci sono individui il cui unico scopo sembra essere quello di criticare o contestare qualsiasi cosa venga a loro conoscenza. Anche nella letteratura, l'attitudine polemica viene spesso paragonata a un atteggiamento ostile e combattivo: quello di chi sottolinea ogni minimo dettaglio e punta il dito contro "fantasmi" che in realtà non esistono.

Ma viene da chiedersi: a cosa serve davvero la polemica?

  • Genera felicità?

  • Aiuta a crescere?

  • Insegna qualcosa?

I tratti tipici del polemico seriale

Le caratteristiche di una persona polemica sono fin troppo facili da riconoscere:

  • L'ostinazione: torna continuamente sullo stesso argomento, fino quasi allo sfinimento.

  • La negatività: tende a contraddire ogni cosa, evidenziando solo i lati oscuri e mai quelli positivi.

  • L'egocentrismo: si mette al centro di tutto e si convince di possedere l'unica verità assoluta. Per questa persona, gli altri semplicemente "non capiscono niente".

Negli ultimi tempi mi è capitato di incontrarne davvero tante, in qualsiasi ambito della mia vita quotidiana. Alla fine mi sono chiesto: a cosa mi serve una persona così al mio fianco?

La risposta è semplice: a niente. Serve solo a farmi stare male e a farmi venire il mal di stomaco.

Perché si comporta così?

Spesso chi è perennemente polemico sta male con se stesso. Ha paura di guardarsi dentro e di affrontare la realtà: ovvero che la vera fonte del disagio è dentro di sé. E così, preferisce scaricare questo malessere sugli altri, "vomitandolo" addosso a chi gli sta intorno.

Queste persone scatenano guerre contro chiunque la pensi diversamente da loro, generando sofferenza in chiunque finisca nel loro ingranaggio.

Si possono aiutare queste persone?

Credo che l'unica vera strada per uscire da questa spirale sia un percorso di analisi con uno psicologo, che le aiuti ad affrontare la propria vita personale e a fare luce sui nodi irrisolti che si portano dentro.

Dall'altro lato, resto convinto che solo il dialogo sincero, il confronto aperto e l'ascolto reciproco possano portare a una reale crescita personale e condivisa.

Grazie per avermi letto e alla prossima!

Marco

20 luglio 2026

L'AMBIENTE NON E' UNA DISCARICA: COSA POSSIAMO FARE.



Cari lettori,

la scorsa settimana ho fatto un viaggio fantastico in Lituania, Lettonia ed Estonia, immerso nella bellezza di queste terre. Oltre ai paesaggi, la cosa che mi ha colpito di più è stata l'incredibile attenzione di questi popoli verso l'ambiente. Nelle loro città non si trova sporcizia né mozziconi per terra; ci sono fontanelle pubbliche ovunque per dissetarsi e ridurre l'uso della plastica.

Guardando tutto questo, la domanda mi è sorta spontanea: perché in Italia non riusciamo a essere così?

Mentre vado al lavoro, capita continuamente di vedere persone che fumano e buttano i mozziconi sul marciapiede, o che invece di aspettare di trovare un cestino abbandonano a terra qualsiasi cosa abbiano in mano. Mi chiedo: ma queste persone, a casa loro, si comporterebbero mai così?

Il rispetto è una forma d'amore

Avere rispetto per l'ambiente significa avere amore per il Creato e per chi l'ha generato.

Pensateci: se volete bene a una persona, le gettate addosso un secchio di letame? Certamente no! La abbracciate, le mostrate affetto. Eppure, noi buttiamo ogni giorno "secchiate di letame" contro la natura, agendo con sovrana indifferenza.

Mi rivolgo a chi è adulto: che cosa stai insegnando ai giovani? Che mondo lascerai alle nuove generazioni? Ti sei mai posto davvero questa domanda?

Molte persone escono di casa ogni mattina pronte a deturpare la natura o a sminuire chi si batte per un mondo migliore. Perché si comportano così? Credo che la risposta sia una sola: ignoranza. Manca la consapevolezza del valore del nostro pianeta e non si capisce che anche i gesti più piccoli possono avere conseguenze gravi.

Un piccolo grande esempio di speranza

Qualche tempo fa ero in tram. Davanti a me c'era una famiglia con due figlie, una di circa tredici anni e l'altra di sette. La più piccola stava masticando una gomma e, dopo averla tolta dalla bocca, ha chiesto al padre dove potesse buttarla. Il padre la presa e, non appena il tram ha aperto le porte, l'ha lanciata fuori.

In quel momento, la figlia più grande si è rivolta al padre rimproverandolo ad alta voce: «Ma che esempio stai dando a mia sorella con quello che hai fatto?!».

Il padre è rimasto in silenzio, spiazzato dal richiamo della figlia.

Questo episodio mi ha fatto riflettere: il buon esempio vale molto più di tante lauree.

Cosa ne pensate? Vi è mai capitato di assistere a scene simili? Scrivetemi nei commenti e fatemi sapere la vostra!

Alla prossima,

Marco

Oltre lo schermo: Riflessioni sul dolore, la guerra e il grido di Gerusalemme

  Cari lettori, oggi sono stato al cinema per vedere un documentario — intitolato Naza — che scava nel cuore oscuro dei meccanismi con cui ...