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08 settembre 2026

L'ARTE DI EDUCARE E LA RESPONSABILITA' DELL'ESEMPIO: COSA RESTA DEI NOSTRI GENITORI?

 


Cari lettori, vi è mai capitato di chiedervi perché, a volte, ci troviamo a dover gestire i comportamenti difficili di persone che frequentiamo al lavoro o con cui condividiamo degli spazi, come in un'associazione? Li osserviamo e la domanda nasce spontanea: come mai sono così?

Quando sono arrivato alla soglia dei cinquant'anni, ho iniziato a comprendere a fondo gli insegnamenti dei miei genitori. Erano concetti che da giovane non riuscivo a cogliere pienamente, ma che con il tempo sono rimasti scolpiti dentro di me.
Vorrei riflettere con voi su quanto sia fondamentale la cura all'inizio della nostra storia umana. Quando siamo piccoli, non comprendiamo il perché dei "no" o dei dinieghi dei genitori di fronte a certi atteggiamenti. Eppure, in senso filosofico, educare deriva dal latino e-ducere (condurre fuori): significa prendere per mano la persona da educare, mostrarle la strada e farle comprendere che proprio quel cammino porta, con certezza, alla serenità.
«Nessuno può guidare gli altri se prima non sa guidare se stesso.» Seneca

I piccoli gesti che formano il carattere. Che cosa mi hanno insegnato, concretamente, i miei genitori?

  • L'attenzione agli altri, in particolare verso chi ha più bisogno.
  • Il rispetto del prossimo attraverso i piccoli gesti quotidiani, come abbassare il volume dello stereo per non recare fastidio ai vicini.
  • La cura per la memoria e per gli anziani, ricordandomi di far loro visita per non farli sentire soli.
  • Il valore del sacrificio e del lavoro, l'unico mezzo dignitoso per guadagnarsi da vivere.
Perché si sono impegnati ogni singolo giorno in questa opera educativa nei miei confronti? La risposta è semplice: per amore. Essendo loro figlio, nato dal loro amore, desideravano che io potessi incarnare e vivere quegli stessi valori che loro testimoniavano quotidianamente.
«L'educazione è il momento che decide se noi amiamo abbastanza il mondo da assumerne la responsabilità.» Hannah Arendt (ispirata dal pensiero platonico sull'importanza dell'educazione per la polis)

Maleducazione oggi: di chi è la colpa?

A questo punto la domanda sorge spontanea: come mai oggi c'è così tanta maleducazione e così poco rispetto? Di chi è la colpa?
La risposta, spesso, risiede in chi ha educato. Un genitore trasmette ai figli ciò che egli stesso è. Se un genitore non è rispettoso, difficilmente lo saranno i figli. Non possiamo scaricare sulla scuola la colpa di non fare il proprio lavoro, quando questo compito non viene svolto prima di tutto tra le mura domestiche.
Poi arrivano i momenti in cui il tempo restituisce esattamente ciò che è stato seminato. È la grande responsabilità educativa di quello che ogni giorno trasmettiamo al prossimo. Prima di voler insegnare qualcosa agli altri, dobbiamo essere noi stessi quel valore. Altrimenti, semplicemente, non siamo credibili.
«L'uomo non può diventare uomo se non attraverso l'educazione. Egli non è che ciò che l'educazione lo fa essere.» Immanuel Kant
E voi che cosa ne pensate?
Quali sono i valori che vi hanno trasmesso i vostri genitori e che ritrovate nella vostra vita di tutti i giorni?
Lasciate un commento qui sotto per farmi sapere la vostra opinione, oppure scrivetemi direttamente a: marcorizzonato@hotmail.com


20 luglio 2026

L'AMBIENTE NON E' UNA DISCARICA: COSA POSSIAMO FARE.



Cari lettori,

la scorsa settimana ho fatto un viaggio fantastico in Lituania, Lettonia ed Estonia, immerso nella bellezza di queste terre. Oltre ai paesaggi, la cosa che mi ha colpito di più è stata l'incredibile attenzione di questi popoli verso l'ambiente. Nelle loro città non si trova sporcizia né mozziconi per terra; ci sono fontanelle pubbliche ovunque per dissetarsi e ridurre l'uso della plastica.

Guardando tutto questo, la domanda mi è sorta spontanea: perché in Italia non riusciamo a essere così?

Mentre vado al lavoro, capita continuamente di vedere persone che fumano e buttano i mozziconi sul marciapiede, o che invece di aspettare di trovare un cestino abbandonano a terra qualsiasi cosa abbiano in mano. Mi chiedo: ma queste persone, a casa loro, si comporterebbero mai così?

Il rispetto è una forma d'amore

Avere rispetto per l'ambiente significa avere amore per il Creato e per chi l'ha generato.

Pensateci: se volete bene a una persona, le gettate addosso un secchio di letame? Certamente no! La abbracciate, le mostrate affetto. Eppure, noi buttiamo ogni giorno "secchiate di letame" contro la natura, agendo con sovrana indifferenza.

Mi rivolgo a chi è adulto: che cosa stai insegnando ai giovani? Che mondo lascerai alle nuove generazioni? Ti sei mai posto davvero questa domanda?

Molte persone escono di casa ogni mattina pronte a deturpare la natura o a sminuire chi si batte per un mondo migliore. Perché si comportano così? Credo che la risposta sia una sola: ignoranza. Manca la consapevolezza del valore del nostro pianeta e non si capisce che anche i gesti più piccoli possono avere conseguenze gravi.

Un piccolo grande esempio di speranza

Qualche tempo fa ero in tram. Davanti a me c'era una famiglia con due figlie, una di circa tredici anni e l'altra di sette. La più piccola stava masticando una gomma e, dopo averla tolta dalla bocca, ha chiesto al padre dove potesse buttarla. Il padre la presa e, non appena il tram ha aperto le porte, l'ha lanciata fuori.

In quel momento, la figlia più grande si è rivolta al padre rimproverandolo ad alta voce: «Ma che esempio stai dando a mia sorella con quello che hai fatto?!».

Il padre è rimasto in silenzio, spiazzato dal richiamo della figlia.

Questo episodio mi ha fatto riflettere: il buon esempio vale molto più di tante lauree.

Cosa ne pensate? Vi è mai capitato di assistere a scene simili? Scrivetemi nei commenti e fatemi sapere la vostra!

Alla prossima,

Marco

13 giugno 2026

DOVE STA ANDANDO L'UMANITA'? RIFLESSIONI SUL DOLORE E SULLA PACE

 


Cari lettori,

tante volte mi stupisco della fantasia – e purtroppo della crudeltà – umana. Non dovrei, essendo ormai di una certa età. Eppure continuo a guardare questo mondo, spesso privo di rispetto per chiunque, con profondo sconcerto.

Pochi giorni fa, il 5 giugno, un bambino di soli sette mesi è stato ucciso dall'esercito israeliano in Cisgiordania. Il racconto del padre dice che si erano fermati al posto di blocco; la versione dell'esercito, invece, sostiene che l'auto avesse accelerato. Il risultato, tragico e immutabile, è che hanno sparato, colpendo a morte il bambino.

Mi chiedo: dove sta andando questa umanità? Non si può continuamente tacere davanti a simili fatti.

L'immobilismo della politica e i giochi di potere

I politici non fanno nulla perché, dietro a tutto questo, si muovono i fili dei poteri economici. Si susseguono riunioni su riunioni, vertici su vertici, senza mai arrivare a una conclusione concreta o a una presa di posizione netta. Basta guardare l'Italia: un panorama politico che osserva da lontano, senza esprimere un fermo rifiuto di fronte a questi orrori.

Mi domando spesso: se fosse il figlio di uno di questi potenti – di coloro che decidono della vita e della morte degli esseri umani – a subire una simile sorte, ne sarebbero felici? Non oso nemmeno immaginare la sofferenza straziante di quei genitori che vedono uccidere il proprio figlio sotto i loro occhi.

La terra di Gesù e l'illusione della "cosa giusta"

Parliamo della terra dove Gesù è nato ed è stato ucciso, da chi pensava, allora come oggi, di fare la cosa giusta. È proprio questo il nocciolo di tutto: l'illusione di agire per il bene. Si pensa di fare la cosa giusta eliminando i terroristi, ma nel frattempo muoiono migliaia e migliaia di civili innocenti.

Come si può andare a dormire la sera senza pensare che le proprie mani sono sporche di sangue?

Il Vangelo dice: "Fate agli altri quello che vorreste fosse fatto a voi". Coloro che decidono di fare la guerra e di uccidere, sarebbero d'accordo se venisse fatto a loro lo stesso trattamento? Se non coltiviamo semi di pace nel nostro cuore, continueremo a distruggere la nostra stessa umanità, convinti paradossalmente di fare del bene.

Scegliere il bene, ogni giorno

C'è troppa cattiveria in questo mondo, e a volte sembra schiacciare quel poco di buono che tanti esseri umani, ogni giorno, si impegnano a vivere. Cosa porta questa cattiveria? Solo tristezza, sofferenza e odio.

Noi siamo nati per amare, non per uccidere. Per questo vi invito a continuare, ogni giorno, nel nostro piccolo, a seminare il bene. Sarà anche solo una goccia nel mare, ma non dobbiamo smettere mai. Altrimenti, il male vincerà.

Grazie per avermi letto. Alla prossima.

Oltre lo schermo: Riflessioni sul dolore, la guerra e il grido di Gerusalemme

  Cari lettori, oggi sono stato al cinema per vedere un documentario — intitolato Naza — che scava nel cuore oscuro dei meccanismi con cui ...