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03 maggio 2026

Il coraggio di parlare e la cura di sé: siamo "terreni" preziosi

 

Cari lettori e amici,

capita spesso di fermarmi a riflettere su questa vita che, ogni giorno, ci riserva meraviglie e dolori profondi. Non so se succeda anche a voi: ascoltate un radiogiornale, guardate il TG o sfogliate un quotidiano e, alla fine, vi sentite smarriti. Io mi ritrovo con tante domande, cercando di dare un senso a certi comportamenti umani che sembrano non averne.

Quando leggiamo di tragedie familiari o di gesti estremi, pensate alla madre che si getta con i suoi bambini, al femminicidio. La domanda sorge spontanea: cosa accade nella mente di una persona per spingerla a tanto?

Questi fatti ci ricordano quanto siamo fragili e quanto abbiamo bisogno di cure, specialmente nei momenti bui. Troppo spesso teniamo dentro il dolore o una difficoltà, senza il coraggio di confidarci con un amico o con chi amiamo. Ma siamo nati per comunicare, non per tacere. Il silenzio è prezioso, ma il "tacere" è un peso che ci logora. Dobbiamo trovare il coraggio di esprimere il nostro disagio e cercare insieme una soluzione per tornare a stare bene.

La mia ricerca di benessere mi ha portato lontano. Dal 1997 ho scelto di curarmi con l’omeopatia: dopo vent'anni di cortisone e antistaminici per una grave allergia, il mio fegato era allo stremo e senza risultati. Decisi di parlarne con una persona che mi consigliò questo nuovo percorso. In questi trent'anni di cura omeopatica, ho scoperto il concetto del "terreno".

Noi siamo come un terreno di cui dobbiamo prenderci cura costantemente. Ma di questo vi parlerò nel prossimo post.

Grazie per avermi letto.


17 marzo 2026

Il valore del racconto: perché dirsi le cose è un atto d’amore

 


File audio clicca sul link 


https://drive.google.com/file/d/1oC6HnHz5fWQkeV5kVnnAYbl7HO9wyj3H/view?usp=drivesdk


Carissimi lettori, grazie di cuore a tutti coloro che in queste settimane mi stanno seguendo con affetto.

Oggi vorrei condividere con voi l'emozione provata guardando un film bellissimo: “Il bene comune”,

 diretto e interpretato da un magistrale Rocco Papaleo. Devo dire che Papaleo si conferma un grande

 regista, capace di affrontare temi complessi — dalla solidarietà alla bellezza della natura — con una

 sensibilità rara.

Ma c’è un tema in particolare che mi ha colpito e che sento il bisogno di approfondire con voi: l'arte

 del raccontare.

Raccontare o tacere?

Oggi siamo immersi nel rumore, eppure paradossalmente facciamo fatica a raccontarci davvero. 

Spesso restiamo in silenzio, oppure, quando parliamo, tendiamo a dire cose non del tutto vere, 

filtrando la realtà.

Il racconto, invece, ha un valore immenso nella vita di relazione: tra amici, coniugi, fratelli o compagni.

 Immaginate una coppia o due amici che, a fine giornata, si sentono e uno dice all'altro: “Raccontami:

 com’è andata oggi? Cosa ti è successo?”

Il racconto come atto di fiducia

Perché raccontare le nostre storie è così importante? Quale atteggiamento nasce in questo scambio?

La risposta è semplice quanto potente: la fiducia. Nel momento in cui mi confido con un’altra persona

— che sia un legame affettivo stretto o meno — sto compiendo un atto di fede. Mi fido del fatto che

 l’altro non mi tradirà, che custodirà le mie parole e non le userà contro di me. In questo senso,

  raccontare è un atto d’amore reciproco tra chi parla e chi ascolta.

Una memoria da custodire

Pensate per un attimo ai nostri genitori: se non ci avessero mai raccontato nulla di loro o del nostro

 passato, che memoria avremmo della nostra vita? Attraverso le loro parole portiamo dentro di noi

 un’eredità preziosa.

Ogni volta che qualcuno si apre con noi, ci sta facendo un regalo che dovremmo custodire nel cuore

 come la cosa più preziosa. Dovremmo riscoprire la bellezza di donare la nostra vita a chi amiamo

 attraverso le parole, avendo il coraggio di narrare anche i nostri sbagli, certi di non essere giudicati da

 chi ci vuole bene.

Il mio invito per voi oggi è questo: raccontiamo. Doniamo pezzi della nostra vita a chi amiamo. È un

 gesto piccolo, ma capace di rendere il mondo un posto migliore.

Grazie per avermi letto e alla prossima settimana!

Se ti piace questa rubrica, condividila con i tuoi amici: mi aiuterai a far crescere questa piccola

 comunità.

Un abbraccio, Marco

Oltre lo schermo: Riflessioni sul dolore, la guerra e il grido di Gerusalemme

  Cari lettori, oggi sono stato al cinema per vedere un documentario — intitolato Naza — che scava nel cuore oscuro dei meccanismi con cui ...