06 agosto 2026

OLTRE IL 9,1%: LA FORZA SILENZIOSA DEL VOLONTARIATO E LA RICERCA DEL SENSO

 


Cari lettori,

un grazie di cuore a tutti voi: in questi giorni il nostro blog ha superato le 2.000 visualizzazioni!

Guardando o ascoltando i telegiornali, mi stupisco sempre di come oramai ci venga mostrato solo ciò che si vuole farci credere. Raramente tra le notizie trovano spazio quelle storie belle che accadono tutti i giorni, nascoste nell'ombra: storie di persone che, nel silenzio e senza fare troppo rumore, portano avanti il bene per gli altri.

E credetemi, queste persone sono davvero tante.

I dati ci dicono che il 9,1% della popolazione italiana sopra i 15 anni — cioè circa 4.700.000 persone — fa volontariato. Viene da chiedersi: e il restante 90% degli italiani che cosa fa? Chi sono coloro che non fanno volontariato?

Quel 9,1% è forse composto dai "più fessi"? Assolutamente no. Sono semplicemente coloro che hanno avuto il coraggio di porsi una domanda fondamentale: "Che cosa posso fare io per gli altri?". Per trovare una risposta, spesso occorre cercare dentro quei grandi contenitori di umanità che sono le associazioni.

Certo, è vero quello che si dice: qualcuno lo fa per riempire il tempo libero, qualcun altro magari per un ritorno personale. Ma la stragrande maggioranza di chi fa volontariato lo fa perché crede fermamente in una società migliore, meno egoista, dove l'individuo non pensa esclusivamente a se stesso. Come scriveva il poeta Rabindranath Tagore:

«Ho dormito e ho sognato che la vita era gioia. Mi sono svegliato e ho visto che la vita era servizio. Ho agito e ho scoperto che nel servizio c'era la gioia.»

Noi siamo nati per donarci, e nel momento in cui lo facciamo dobbiamo essere consapevoli di quanto sia grande la gratitudine legata a questo dono.

Faccio volontariato da quando avevo 17 anni e di persone che avevano scelto questa strada ne ho viste davvero tante. Con il tempo, ammetto che alcune mi hanno deluso: nel momento in cui arrivava la tempesta, non hanno avuto il coraggio di restare su quella barca e di lottare per i principi che avevano scelto, finendo per abbandonare la nave con scuse senza fondamento.

Ma fare volontariato significa esserci sempre. Significa non ergersi a giudici e non credere di possedere la verità assoluta quando non si conoscono i fatti. Il vero valore sta sempre in quel poco che ciascuno di noi offre; se ciò che ci circonda non si comporta in modo corretto, è un problema altrui, non nostro.

La vera domanda che dovremmo porci tutti, in fondo, è questa: faccio volontariato per un interesse personale o per la pura gratuità che mi spinge a donarmi?

Ricordando le parole di Madre Teresa di Calcutta:

«Quello che noi facciamo è solo una goccia nell'oceano, ma se non lo facessimo l'oceano avrebbe una goccia in meno.»

Grazie sempre per il vostro tempo e per la fedeltà con cui mi leggete. Mi fa sempre un enorme piacere ricevere i vostri pensieri e confrontarmi con voi: vi invito a scrivermi e a rispondere a questo post alla mia mail marcorizzonato@outlook.it.

Al prossimo articolo!

05 agosto 2026

PICCOLI GESTI PER UNA GRANDE CAUSA: COME POSSIAMO SALVARE LA TERRA?

 

Cari lettori,

in questi giorni stiamo vivendo tutti sulla nostra pelle un caldo soffocante che sembra non voler dare tregua fin dal mese di maggio. Basta aprire i social network per trovare pareri di ogni tipo sulla questione climatica, insieme a riflessioni sugli errori umani commessi nel tempo — a partire dalle scelte politiche che hanno autorizzato azioni devastanti per l'ambiente, portando a questo progressivo surriscaldamento.

Come ci ricorda Papa Francesco nell'enciclica Laudato si', la Terra «protesta per il male che le provochiamo, a causa dell’uso irresponsabile e dell’abuso dei beni che Dio ha posto in essa». La Terra va amata, non sfruttata né violentata. Dimentichiamo spesso che noi stessi siamo fatti di Terra: il nostro corpo è costituito dagli stessi elementi del pianeta, la sua aria ci dà il respiro e la sua acqua ci vivifica.

Provate a immaginare cosa accadrebbe al vostro corpo se venisse trattato male ogni giorno: alla fine reagirebbe sviluppando delle patologie, per segnalarvi che senza cure le conseguenze saranno devastanti. Il nostro pianeta funziona esattamente allo stesso modo. Siamo stati messi in un ecosistema meraviglioso, ma troppo spesso non pensiamo all'impatto delle nostre scelte quotidiane.

Vorrei fare qualche esempio, ma prima desidero porvi una domanda: cosa facciamo ogni giorno, nel nostro piccolo, per non inquinare la Terra?

Per fare la differenza è necessario intraprendere quella che il Pontefice definisce una vera e propria “conversione ecologica”, cambiando le nostre abitudini quotidiane. Ecco alcuni passi fondamentali:

  • Ridurre la plastica: preferire il vetro o materiali riutilizzabili per contrastare la cultura dello scarto.

  • Mobilità sostenibile: evitare di prendere l'auto per spostamenti di pochi chilometri, scegliendo di camminare a piedi o di usare mezzi non inquinanti.

  • Rispetto dell'ambiente urbano: imparare a non gettare mai i rifiuti a terra. I mozziconi di sigaretta abbandonati per strada, ad esempio, con la pioggia finiscono nei fiumi inquinando l'acqua e l'ecosistema marino.

Se ognuno di noi compisse quotidiani gesti d'amore verso il pianeta, farebbe del bene in primis a se stesso e poi a tutta la comunità. È inutile lamentarsi delle conseguenze del cambiamento climatico se una parte della società non sa rispettare la Terra e i suoi abitanti.

Tutto parte dal rispetto. Come scrive Papa Francesco, «ogni cambiamento ha bisogno di motivazioni e di un cammino educativo».  Se manca l'educazione al rispetto verso ciò che ci circonda, non possiamo aspettarci che le persone compiano gesti d'amore. In fondo, è sempre l'ignoranza a generare sofferenza.

Grazie per aver letto queste mie riflessioni. Se vi va di confrontarvi su questo tema o condividere il vostro punto di vista, potete scrivermi a: marco.rizzonato@outlook.it

800 anni con San Francesco: riscoprire il Cantico delle Creature per salvare la nostra "madre terra"

  "Altissimo, onnipotente, buon Signore, tue sono le lodi, la gloria, l'onore e ogni benedizione..." Caro San Francesco, quest...