Cari lettori, oggi vorrei portarvi a riflettere su un tema che sentiamo quotidianamente in tutti i notiziari: la questione del caro energia. Vi siete mai chiesti come mai questi prezzi continuano a salire? Chi è che decide davvero il costo di gas, luce e benzina?
La risposta è una combinazione di mercati internazionali, borse energetiche, autorità di regolazione e Stato attraverso le imposte. Come vedete, i soggetti che hanno il potere di decidere sono diversi. E, francamente, nessuno di questi attori muove un dito per il bene del cittadino; l'unico vero motore che li muove è il profitto. Come ricordava brillantemente Karl Marx: "Il capitale è lavoro morto che, simile al vampiro, vive soltanto succhiando lavoro vivo". Qui, a essere dissanguate, sono direttamente le tasche dei consumatori.
Questi soggetti non fanno beneficenza, ma curano i loro interessi. E se la bolletta energetica lievita, sale a catena l'intero costo della vita. Non parliamo solo dei consumi domestici di gas e luce, ma di tutto ciò che viene prodotto, trasportato e messo in vendita. Vi faccio un esempio: pensate a quando andate al supermercato e comprate un qualsiasi prodotto. Vi siete mai chiesti quanta energia, carburante e logistica servono per farlo arrivare sugli scaffali? Ogni rincaro energetico si ripercuote inevitabilmente su ogni singolo centesimo che spendiamo.
Quando sento certe grandi compagnie energetiche o petrolifere ergersi a paladine del bene sociale, pronte a fare del "buonismo" peloso nei confronti dei consumatori, credetemi, mi viene l'orticaria. Questi signori pensano che siamo tutti ingenui. Sono gli stessi che, con la scusa di un conflitto o di una crisi geopolitica, hanno fatto impennare i prezzi dei carburanti, del gas e della luce — spesso pur avendo già le riserve piene acquistate a prezzo basso. E adesso ci propongono sconti di un mese come contentino per aiutarci ad affrontare il caro vita?
Ciò che fa ancora più arrabbiare è vedere la politica inneggiare a queste finte soluzioni, mentre non ha mosso un dito per bloccare davvero il rialzo dei prezzi stabilendo un tetto massimo strutturale. Questo ci costringe a riflettere sui legami e sugli accordi silenziosi tra le grandi multinazionali che gestiscono i mercati e chi siede nei palazzi del potere. Perché una scelta di tutela reale non è mai stata fatta prima? Ecco perché dico che ci considerano manipolabili.
Come scriveva il grande filosofo e sociologo Zygmunt Bauman: "La nostra è una società dei consumi, dove le persone stesse sono merci". Ci hanno educati a uno stile di vita totalmente dipendente dalle loro risorse, rendendoci ostaggi di un sistema energetico dal quale sembra impossibile svincolarsi.
Certamente, se potessimo fare a meno di certe risorse, potremmo semplicemente fare a meno di gas, luce e benzina. Ma siccome ci hanno calati in questa dipendenza, la domanda è: che cosa possiamo fare?
La risposta è nelle nostre mani. Bisogna imparare a compiere scelte radicali sui nostri consumi, utilizzando il meno possibile l'energia che ci viene imposta e sprecata. Se vogliamo cambiare le regole del mercato, possiamo farlo solo noi consumatori. Quando questi colossi vedono i consumi contrarsi, sono costretti a rivedere le proprie strategie. Se invece continuiamo ad accettare passivamente tutto ciò che ci viene propinato, loro sapranno già di aver vinto.
Il mondo, in fondo, si cambia con le nostre scelte quotidiane.
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