23 agosto 2026

OLTRE I "TROLL": COME DIFFENDERSI DA CHI VIVE DI RABBIA E INSULTI

 


Cari lettori,
Non so se vi sia mai capitato di farne esperienza, ma oggi vorrei parlarvi dei cosiddetti troll: i disturbatori del web. Ho provato sulla mia pelle cosa significa quando mi sono candidato alle elezioni politiche: insulti gratuiti da parte di persone che non mi conoscevano minimamente.
Chi sono questi signori che, nascosti dietro una tastiera, si permettono di giudicare e attaccare gli altri?
Io considero queste persone vuote, prive dei valori fondamentali della vita e, soprattutto, prive di rispetto: prima verso se stesse e poi verso il prossimo. L'impulso di vagare sul web alla ricerca di un bersaglio da colpire è il sintomo chiaro di un'esistenza non serena. È la ricerca di un capro espiatorio su cui scaricare la frustrazione e la rabbia di una vita non realizzata.
"La rabbia è un veleno che beviamo sperando che l'altro muoia." Attribuita a Buddha
La domanda sorge spontanea: cosa fare di fronte a queste persone?
Io dico sempre che a chi si nutre di rabbia non bisogna "dare da mangiare". Cosa intendo? Intendo non offrire loro l'opportunità o la piattaforma per alimentare il proprio odio e scaricarlo addosso al mondo. Se smettiamo di nutrirli, finiscono per "morire di fame".
"L'indifferenza è il più grande disprezzo." Anton Čechov
Quando li ignoriamo, perdono la sensazione di essere al centro dell'attenzione e vanno in crisi. Se al contrario rispondiamo alle loro provocazioni, facciamo esattamente il loro gioco: attendono solo una replica per continuare ad attaccare.
Questi personaggi non meritano il nostro tempo né la nostra attenzione. Vanno semplicemente allontanati dalla nostra quotidianità, per proteggere una vita pulita orientata al bene e al rispetto reciproco.
"Non ti curar di loro, ma guarda e passa." Dante Alighieri
Che cosa ne pensi?
Se ti va di condividere la tua esperienza o continuare il confronto, lasciami un commento inviando una mail a: marcorizzonato@outlook.it
Alla prossima!

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