Cari lettori,
In questi giorni stiamo assistendo a troppa violenza e a troppa sofferenza. Viene spontaneo chiedersi: come mai l’essere umano diventa violento? Che cosa lo spinge a comportarsi in modo così irrispettoso nei confronti degli altri?
La violenza nasce da un insieme di fattori, spesso legati al disagio sociale di persone che non sono serene nella propria vita. Queste tensioni accumulate nel cuore finiscono per sfogarsi attraverso l'aggressività, trasformando manifestazioni nate come pacifiche in occasioni di rabbia e scontro. Sono persone che vivono un profondo malessere e che finiscono per identificarsi con chi fa del male.
Se analizziamo ciò che ci circonda, ci rendiamo conto che spesso la politica non offre un buon esempio ai cittadini. In una società sana, invece, dovrebbero esserci percorsi reali di integrazione, in cui ogni persona possa identificarsi e impegnarsi attivamente per costruire un mondo di pace.
Vediamo la violenza già nella scuola con il bullismo, che ferisce bambini e adolescenti creando in loro sofferenza e profondo disagio. La vediamo nel mondo del lavoro, dove c'è sfruttamento: persone che si spaccano la schiena per 2 euro all'ora, mentre altre guadagnano milioni senza fare alcuna fatica.
Quando si dice che bisogna condannare la violenza, sono il primo a sostenere che non si debbano mai accettare tali atti. Tuttavia, dobbiamo anche porci una domanda fondamentale: perché queste persone diventano violente? E noi, come società, cosa stiamo facendo per aiutarle a guarire da questa violenza cronica?
Basta metterle in carcere? No! Il carcere, molte volte, non rieduca ma peggiora le cose. Se vogliamo che una persona cambi davvero, deve prendere consapevolezza delle proprie azioni e dei danni che genera nel corso della sua vita. Deve entrare in crisi e capire che l'aggressività non può far parte di una società civile e rispettosa.
Non basta individuare i colpevoli: bisogna lavorare affinché acquisiscano la consapevolezza che le loro azioni portano alla morte e non alla vita.
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Alla prossima,
Marco
guardare come ad es. don Mazzi affrontava questo tema: https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/26_agosto_02/milano-la-storia-di-matteo-assassino-a-19-anni-accogliendolo-a-exodus-don-mazzi-ci-ha-salvato-in-tre-pretendeva-che-guardassimo-facce621-eb63-4fff-835b-ba0493acaxlk.shtml
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