25 agosto 2026

DA LETTORE A AUTORE DI 10 LIBRI: LA MIA STORIA E UNA SBIRCIATA AL PROSSIMO ROMANZO

 

Cari lettori, vorrei iniziare questo articolo facendovi una domanda diretta: quanti libri leggete in un anno? Io ne leggo (e ascolto!) davvero tanti. Per me la lettura è da sempre un rifugio fondamentale, un modo per far evadere la mente e allontanarla dai problemi di tutti i giorni. Ho uno stile di fruizione ibrido: amo profondamente il libro cartaceo, ma al tempo stesso ascolto tantissimi audiolibri a casa — mentre cucino o faccio le pulizie — e durante i tragitti per andare al lavoro.Oggi, però, la lettura per me non è solo uno svago: è diventata la linfa vitale che nutre la mia scrittura.

«I libri si rispettano usandoli, non lasciandoli stare.» — Umberto Eco

L'incontro che ha cambiato tutto

Se mi guardo indietro, non avrei mai pensato di diventare uno scrittore. Nella mia vita passata mi sentivo inadeguato, a tratti persino "ignorante", e consideravo il mondo della scrittura totalmente fuori dalla mia portata.La svolta è arrivata durante il percorso di laurea triennale all'Università LUMSA di Roma. Avevo chiesto la tesi di ricerca all'esperienza del carcere alla Prof.ssa Paula. Al termine della discussione, accadde qualcosa di inatteso: la professoressa si avvicinò e mi disse: «Adesso scriviamo un libro su questa tesi?». La mia prima reazione fu un no categorico. Non mi sentivo pronto né all'altezza. Lei, però, conoscendo le mie capacità e sapendo come tirare fuori il meglio da me, mi propose di affiancarmi un amico giornalista dell'ANSA per guidarmi nel processo. Accettai la sfida.È iniziata così un'avventura straordinaria che dura ormai da 17 anni. Tener tra le mani il mio primo libro stampato è stata un'emozione indescrivibile: il frutto di una grande fatica, ma soprattutto la gioia di poter condividere i miei pensieri con il resto del mondo.
«La scrittura è l'architettura dell'anima.» — Virginia Woolf

Il legame con voi lettori

In questi anni ho pubblicato 10 libri, spaziando da opere per adulti a storie per bambini, compresi due romanzi tratti da storie vere. Il mio ultimo romanzo, "Ho amato solo me stesso" (un thriller erotico-criminale pubblicato con Pathos Edizioni, casa editrice che accoglie sempre con entusiasmo i miei progetti), ha richiesto oltre due anni di intenso lavoro. Quando il libro è uscito, ho iniziato a ricevere i vostri messaggi: c'è chi l'ha divorato in un solo giorno e chi mi ha confessato di aver provato la sensazione di "vedere un film" durante la lettura. Devo ammetterlo: ricevere questi feedback alza il morale. Capita a tutti gli autori, nei momenti di sconforto, di chiedersi a cosa serva scrivere se si pensa che la gente legga sempre meno. Poi arrivano le vostre parole, l'apprezzamento per il lavoro svolto e la fatidica domanda — «a quando il prossimo libro?» — che restituisce forza e senso a tutto.

Anticipazioni sul nuovo romanzo

A questo proposito, voglio darvi un piccolo aggiornamento. Sto attualmente lavorando al mio nuovo romanzo ambientato a Torino. È la storia di un grande regista impegnato a mettere in piedi uno spettacolo importante, mentre la vita lo mette duramente alla prova. Ho già scritto 8 capitoli e il mio obiettivo è di farlo uscire all'inizio del prossimo anno. Vi chiedo solo un altro po' di pazienza! Nel frattempo, se non avete ancora letto tutti i miei libri, vi invito a recuperarli e a farmi sapere cosa ne pensate nei commenti qui sotto o via messaggio: il vostro riscontro è il regalo più grande che possiate farmi. 
E voi che mi leggete? Siete più da libro cartaceo o da audiolibro? Quanti libri riuscite a leggere in un anno? Raccontatemelo nei commenti! Oppure inviatemi una mail a marcorizzonato@outlook.it. 

23 agosto 2026

OLTRE I "TROLL": COME DIFFENDERSI DA CHI VIVE DI RABBIA E INSULTI

 


Cari lettori,
Non so se vi sia mai capitato di farne esperienza, ma oggi vorrei parlarvi dei cosiddetti troll: i disturbatori del web. Ho provato sulla mia pelle cosa significa quando mi sono candidato alle elezioni politiche: insulti gratuiti da parte di persone che non mi conoscevano minimamente.
Chi sono questi signori che, nascosti dietro una tastiera, si permettono di giudicare e attaccare gli altri?
Io considero queste persone vuote, prive dei valori fondamentali della vita e, soprattutto, prive di rispetto: prima verso se stesse e poi verso il prossimo. L'impulso di vagare sul web alla ricerca di un bersaglio da colpire è il sintomo chiaro di un'esistenza non serena. È la ricerca di un capro espiatorio su cui scaricare la frustrazione e la rabbia di una vita non realizzata.
"La rabbia è un veleno che beviamo sperando che l'altro muoia." Attribuita a Buddha
La domanda sorge spontanea: cosa fare di fronte a queste persone?
Io dico sempre che a chi si nutre di rabbia non bisogna "dare da mangiare". Cosa intendo? Intendo non offrire loro l'opportunità o la piattaforma per alimentare il proprio odio e scaricarlo addosso al mondo. Se smettiamo di nutrirli, finiscono per "morire di fame".
"L'indifferenza è il più grande disprezzo." Anton Čechov
Quando li ignoriamo, perdono la sensazione di essere al centro dell'attenzione e vanno in crisi. Se al contrario rispondiamo alle loro provocazioni, facciamo esattamente il loro gioco: attendono solo una replica per continuare ad attaccare.
Questi personaggi non meritano il nostro tempo né la nostra attenzione. Vanno semplicemente allontanati dalla nostra quotidianità, per proteggere una vita pulita orientata al bene e al rispetto reciproco.
"Non ti curar di loro, ma guarda e passa." Dante Alighieri
Che cosa ne pensi?
Se ti va di condividere la tua esperienza o continuare il confronto, lasciami un commento inviando una mail a: marcorizzonato@outlook.it
Alla prossima!

OLTRE LE NOTIZIE: L'IMPORTANZA DI CERCARE LA VERITA'


Cari lettori,

Mi sono spesso chiesto quanta verità ci sia davvero nelle notizie che ogni giorno ci arrivano dai telegiornali o dai quotidiani. Siamo davvero sicuri che ciò che ci viene raccontato corrisponda sempre alla realtà?

Io credo che la verità non sia un pacchetto confezionato da accettare passivamente, ma un percorso da costruire attraverso la ricerca e l'approfondimento. Non dovremmo mai assorbire ad occhi chiusi quello che i media ci propongono; al contrario, ogni volta che ascoltiamo o leggiamo qualcosa, dovremmo fermarci e verificare.

"Sapere di non sapere è la base della vera conoscenza." Socrate

Perché vi dico questo? Perché molto spesso, di fronte a una notizia letta sul giornale o ascoltata alla radio, in me è nato un dubbio. E quando la mente ci pone quella domanda fondamentale — "Ma sarà vero?" — dobbiamo ascoltarla. Il dubbio non è un debolezza, ma la scintilla che accende la ricerca.

"Il dubbio è l'inizio della sapienza." Cartesio

A cosa serve tutto questo? In primo luogo, a non rimanere nell'ignoranza. Pensate a quante volte ci troviamo a discutere di attualità con colleghi o amici e ci sentiamo spiazzati, incapaci di prendere una posizione perché non abbiamo approfondito il tema.

Se invece ci impegniamo a cercare la verità attraverso lo studio e la lettura critici, le cose cambiano: le persone inizieranno ad ascoltarci con rispetto, percependo che le nostre parole nascono da un'analisi seria. Cercare la verità è un dono che facciamo a noi stessi, ma anche alla comunità: ci permette di diventare portatori di fatti e non di menzogne.

"Nessun uomo è più odiato di colui che dice la verità." Platone

Un'attenzione particolare va riservata ai social media: se da un lato offrono contenuti utili, dall'altro sono spesso terreno fertile per notizie false create ad arte per ingannare. Non lasciamoci trascinare da chi manipola la realtà per i propri scopi. Impariamo a verificare, a dubitare e ad approfondire sempre.

Alla prossima!

Cosa ne pensi?

Se ti va di condividere la tua opinione o continuare il confronto, lasciami un commento inviando una mail a: marcorizzonato@outlook.it

11 agosto 2026

LA COERENZA E IL VALORE DELLE RELAZIONI

 




Carissimi lettori,
oggi vorrei riflettere con voi su un tema fondamentale: la coerenza.
Essere coerenti e saper riconoscere i propri sbagli non è mai facile. Quante volte ci troviamo ad affrontare situazioni o a incontrare persone con cui facciamo una gran fatica a mantenere o a ritrovare questa coerenza?
Perché accade questo?

La risposta risiede nel fatto che la coerenza ha bisogno di basi solide: valori condivisi che mettono davvero in armonia le persone. Come diceva Ralph Waldo Emerson:
"Ciò che fai parla così forte che non riesco a sentire ciò che dici."
Se manca questa struttura, essere coerenti diventa quasi impossibile. Quando chi abbiamo di fronte mette al centro unicamente i propri interessi personali, viene meno il valore dell'altruismo e il senso del "farsi dono" per l'altro.

L'esempio dell'amicizia e delle relazioni

Pensiamo all'amicizia. Se entrambi gli amici condividono valori come la solidarietà e l'accoglienza, quel legame durerà nel tempo, nutrendosi di una coerenza reciproca. Se al contrario una delle parti agisce solo per interesse economico o per un tornaconto personale, quella relazione prima o poi è destinata a spegnersi.
Aristotele lo aveva già compreso chiaramente quando scriveva:
"L’amicizia basata sull’utilità si dissolve non appena cessa il vantaggio."
Questo ci porta a un'analisi necessaria dei nostri rapporti quotidiani: i legami durano nel tempo quando entrambe le parti desiderano alimentarli, nutrendosi dei valori dell'altro e riconoscendoli come essenziali per il proprio cammino di vita. Pretendere di prendere sempre senza donare mai è puro egoismo, ed è ciò che porta alla fine di qualsiasi rapporto.
Questo principio vale per l'amicizia, ma si applica allo stesso modo alla vita di coppia, qualunque essa sia. Entrare in relazione con qualcuno richiede un grande lavoro di equilibrio e una profonda maturità per evitare l'autodistruzione del legame.

Una riflessione per concludere

Quando un rapporto o un'amicizia giunge al termine, proviamo a chiederci: cosa non ha funzionato? C'erano davvero dei valori condivisi alla base, oppure c'era altro?
Se il terreno su cui scegliamo di edificare una relazione non è solido, prima o poi la casa crolla. Ricordiamoci sempre le parole di Mahatma Gandhi:
"La felicità è quando ciò che pensi, ciò che dici e ciò che fai sono in armonia."
Grazie di cuore per avermi letto. Se vi va di confrontarvi su questo tema o di lasciarmi un vostro pensiero, potete scrivermi a: marcorizzonato@outlook.it.
Alla prossima!
Marco 

800 anni con San Francesco: riscoprire il Cantico delle Creature per salvare la nostra "madre terra"

  "Altissimo, onnipotente, buon Signore, tue sono le lodi, la gloria, l'onore e ogni benedizione..." Caro San Francesco, quest...