oggi vorrei parlarvi di un tema che affrontiamo ogni giorno nella nostra vita: i
l “rispetto”. Vi invito a cercare su internet la parola rispetto nel vocabolario Treccani e a leggere cosa riporta. Si parla soprattutto di un sentimento.
Esistono sentimenti positivi e sentimenti negativi, e ogni giorno ci troviamo
ad affrontarli entrambi. Il “rispetto” viene classificato tra quelli positivi.
Quando incontriamo una persona che ci rispetta, o notiamo in lei un comportamento rispettoso, che cosa suscita in noi questo incontro?
Quando incontro qualcuno che prova rispetto nei miei confronti,
sento nascere dentro di me un senso di serenità e di bellezza.
Al contrario, quando incontriamo persone che ci trattano male
o assumono atteggiamenti poco rispettosi, ciò che rimane è tristezza
e amarezza. Spesso, paradossalmente, sono proprio queste persone
a pretendere rispetto per sé.
Allora ci chiediamo: come dobbiamo comportarci nei loro confronti?
Rispondere allo stesso modo? Oppure adottare un atteggiamento diverso?
Nel libro dei Proverbi, nella Bibbia, troviamo questo insegnamento:
“Se il tuo nemico ha fame, dagli pane da mangiare; se ha sete, dagli acqua
da bere, perché così ammasserai carboni ardenti sul suo capo e il Signore ti ricompenserà” (Prov. 25, 21-22).
So che queste parole possono sembrare difficili da accettare. Eppure, se rispondiamo al male con il male, che mondo costruiamo intorno a noi?
Il libro dei Proverbi ci invita a rispondere al bisogno del nemico,
a fare il bene anche quando l’istinto ci spingerebbe a fare il contrario.
Il rispetto nasce proprio da questo: dalla capacità di dare senza restituire
nella stessa misura negativa. Non è facile, ma se non iniziamo noi a
cambiare qualcosa nel nostro piccolo, non possiamo lamentarci
delle guerre e dei conflitti che vediamo nel mondo.
La guerra è l’opposto del rispetto.
È il “tu mi fai questo e io ti faccio quest’altro”.
Il cambiamento comincia da me, da ciò che scelgo di fare ogni giorno.
Grazie Marco. Alla prossima.
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